Grande successo per “Le Parole di Lavinia”

La VII Edizione del Festival e Premio Letterario al femminile custodisce una promessa: far risuonare le parole oltre presente

Il Festival e Premio Letterario al femminile “Le Parole di Lavinia”, ideato e organizzato dal Centro Studi Femininum Ingenium (CSFI) sotto la direzione scientifica di Roberta Fidanzia e la direzione tecnica di Angelo Gambella, si è confermato un evento di straordinario rilievo e prestigio nel panorama culturale e scientifico italiano. L’edizione 2026 ha fatto registrare una massiccia e calorosa partecipazione di pubblico, con delegazioni, autrici, autori, studiosi e appassionati giunti da ogni regione d’Italia e dall’estero, a testimonianza della grande popolarità e della risonanza crescente che la manifestazione riscuote.

L’iniziativa affonda le sue radici nella figura mitico-storica di Lavinia, custode virgiliana del territorio pontino. Nel poema epico Lavinia rappresenta la presenza silenziosa ma fondamentale su cui si edifica la storia; il Festival opera una trasfigurazione concettuale di quel silenzio, trasformandolo in parola viva, rigore scientifico e valorizzazione storiografica dell’intelletto e del “genio femminile”.

L’eccezionale caratura dell’iniziativa è stata suggellata dall’adesione delle più alte istituzioni territoriali e da un’articolata rete accademica. Il Festival ha infatti ricevuto il patrocinio ufficiale della Regione Lazio, della Città Metropolitana di Roma Capitale e del Comune di Pomezia. Sul piano scientifico e universitario, ha potuto contare sulla collaborazione di studiosi e docenti di numerose università italiane, delle società e dei centri di ricerca SISAEM, AIES, CIRF, dell’Istituto d’Istruzione Superiore «Largo Brodolini» di Pomezia, nonché delle testate e collane scientifiche Christianitas, Storiadelmondo e Studi sull’Oriente Cristiano.

Un punto di svolta importante per questa VII Edizione è stato segnato dall’approdo della manifestazione conclusiva, per la prima volta nella sua storia nel cuore di Roma. Questo traguardo di altissimo valore istituzionale è stato reso possibile grazie al fondamentale interessamento e all’invito da parte della Vicepresidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, On. Francesca Barbato, Consigliera dell’Assemblea Capitolina, che ha consentito l’ingresso del Festival nelle sale più prestigiose ed esclusive della vita culturale della Capitale, l’Aula Consiliare di Palazzo Valentini e la meravigliosa Sala della Protomoteca in Campidoglio.  

La fase inaugurale si è svolta sabato 26 settembre a Pomezia presso la Biblioteca Comunale «Ugo Tognazzi», con l’apertura affidata ai saluti istituzionali della Consigliera Comunale Maria Rotonda Russo, facente le veci del Sindaco Veronica Felici, e della Presidente del CSFI Roberta Fidanzia.

La prima parte della Vetrina Letteraria, presentata da Roberta Fidanzia e Angelo Gambella, ha proposto al pubblico Le stagioni di Olga di Laura Leoni, La mia vita senza stomaco di Rosanna Fiorino, Nora e Claire di Rita Frustaci e Kintsugi – donne riparate di Paolo Proietti Mancini. Nella seconda parte, condotta da Maria Rosaria Ursitti e Roberta Fidanzia, sono stati invece presentati Vino è Donna. Da baccante a sommelier di Maria Luisa Alberico e Con Dio tutto è possibile di Paola Avallone. La giornata ha inoltre ospitato il modulo «L’Universo della Poesia – Dialogo tra Poeti», con letture di componimenti scelti, interpretati dalla dolcissima voce della giovane Sofia Debilio, per poi culminare nella consegna del Premio Speciale «Donne per il Mondo» all’associazione Officina Nutrime di Pomezia, rappresentata dalla Dott.ssa Luigia Giammarco, riconosciuta per l’impegno sociale e la promozione della salute nel territorio.

Venerdì 2 ottobre il Festival si è trasferito nell’Aula Consiliare di Palazzo Valentini. Lungo il porticato d’ingresso è stata allestita la mostra «La Città delle Dame 2.0. Omaggio a Christine de Pizan».

La prima sessione, intitolata Frammenti di luce. Quando la ricerca svela l’Invisibile, ha offerto un articolato percorso tra memoria, musica, letteratura e spiritualità. La professoressa Angela Ales Bello, intervistata da Roberta Fidanzia, ha presentato Dalle anime pezzentelle a riveder le stelle. Il purgatorio un luogo misterioso; l’autrice Grazia Del Treppo ha presentato Fogolèr. Storia di una famiglia istriana, accompagnata dal giornalista e storico Umberto Maiorca; la teologa e musicologa Chiara Bertoglio ha proposto Canta e cammina. Pellegrinaggi di speranza in musica, con la presentazione dell’esperta di comunicazione culturale Eugenia Massari; l’avvocato Paola Lamanna ha illustrato ApparenteMente, introdotta da Ilaria Pagani, storico dell’arte, direttore di Studi sull’Oriente Cristiano, vicedirettore dei Quaderni del Museo Diocesano di Albano e professore invitato all’Università Europea di Roma

La seconda sessione, Il prisma di Lavinia. Rifrazioni contemporanee tra diritti, etica e biopolitica, ha approfondito temi di stringente attualità. La costituzionalista Ulrike Haider Quercia ha illustrato La rappresentanza elettorale delle minoranze nazionali in Europa, intervistata da Roberta Fidanzia, mentre la costituzionalista Maria Grazia Rodomonte ha affrontato il tema de La maternità surrogata in Italia. Il legislatore, i giudici e la coscienza sociale, introdotta dall’avvocato cassazionista Maria Rita Mottola. Un momento particolarmente significativo è stato dedicato al Premio Speciale «Donne per il Futuro» e a quella che è stata definita la “staffetta generazionale”. Nella Sala Consiliare sono stati premiati, infatti, Sara Giovannelli, Melissa Parmeggiani, Alice De Petris, Chiara Scarpata, Giulia Sorelli, Gabriele Caporicci, Christian Ciufalo, Tiziano Quondamcarlo ed Emanuele Galantucci, studentesse e studenti dell’IIS Largo Brodolini di Pomezia che hanno conseguito il massimo dei voti alla maturità e hanno partecipato al progetto formativo del CSFI «Cittadinanza consapevole e pari opportunità». La consegna è avvenuta attraverso una suggestiva staffetta simbolica guidata dalla ex premiata Sabrina Moio, alla presenza del Prof. Angelo Gambella, responsabile del progetto, in rappresentanza della dirigente scolastica, Ing. Lina Cannone. In questa occasione il CSFI ha inoltre inaugurato la collaborazione istituzionale con il Teatro Olimpico, acquistando e donando agli studenti premiati i biglietti per Prima Facie di Suzie Miller, diretto da Daniele Finzi Pasca e in debutto al Teatro Olimpico di Roma il 14 dicembre 2026, facendosi così ambasciatore di uno spettacolo importante e impattante culturalmente ed emotivamente.

Sabato 3 ottobre il Festival ha vissuto il suo momento culminante nella solenne e meravigliosa cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio.

Oltre alla Mostra «La Città delle Dame 2.0», la Sala della Protomoteca è stata impreziosita dalla straordinaria esposizione «Il costume femminile attraverso i secoli», grazie al contributo dello storico dell’arte e collezionista Dott. Massimiliano Del Moro che ha generosamente concesso in prestito per l’occasione le sue preziose riproduzioni storiche di abiti femminili. Questa preziosa collezione ha permesso al pubblico di compiere un vero e proprio viaggio visivo nell’evoluzione dell’eleganza, della manifattura e della dignità sociale delle donne attraverso le varie epoche storiche.

La prima parte della Sessione III internazionale, intitolata Donne al centro. Una passeggiata nel tempo tra le vie del mondo, ha proposto un itinerario tra biografie, impegno civile, identità ed emancipazione. La studiosa e giornalista Gudrun Sailer ha presentato Monsignorina. Die deutsche Jüdin Hermine Speier im Vatikan, accompagnata dalla storica e archivista Federica Giordani. L’autrice Maria Magdalena Heinrich ha quindi illustrato, insieme ad alcune coautrici, You Matter, con la presentazione di Luca Mencacci, docente di Scienze Politiche all’Università «Guglielmo Marconi». L’autrice Wadzanai Garwe ha proposto Township Girls: The Crossover Generation, introdotta da Raffaella Leproni, professoressa di Lingua e Traduzione Inglese presso il Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre: l’opera e il dibattito hanno offerto uno spaccato profondo e toccante sul riscatto, l’identità sociale e l’emancipazione delle donne africane tra tradizione e contemporaneità. Il musicista Fabio Di Lella e lo studioso Maurizio Brunacci hanno invece presentato Cimarosa. La vita sconosciuta del Musicista più conosciuto al mondo, con l’introduzione del giornalista Angelo Gambella. A concludere questo percorso sono stati i professori Anna Baldazzi e Tommaso Valentini con Louise Michel (1830-1905). Educatrice, scrittrice, anarchica, volume presentato da Andrea Gentile, professore ordinario di Filosofia Teoretica e preside della Facoltà di Lettere dell’Università «Guglielmo Marconi».

Particolarmente intensi e coinvolgenti sono stati i momenti dedicati al teatro, capaci di trasformare la solennità della Sala della Protomoteca in uno spazio di profonda partecipazione emotiva. Paola Lamanna, autrice premiata in una precedente edizione del Premio Letterario al femminile, ispirata proprio da questa esperienza, ha dato voce a La tazza di tè. Monologo postumo di Amalia Brentani, offrendo un’interpretazione carica di sensibilità, nella quale parole, silenzi e gesti hanno restituito al pubblico tutta la forza intima del racconto.

Altrettanto emozionante è stata la presenza straordinaria di Melissa Vettori, giunta appositamente dalla Svizzera per prendere parte al Festival. L’attrice ha presentato in anteprima un’intensa esecuzione teatrale di Prima Facie, spettacolo di cui il CSFI è ambasciatore, conquistando la platea con una prova di grande spessore drammatico e sociale. Le due interpretazioni hanno lasciato un segno profondo negli spettatori, ricordando come il teatro sappia farsi voce delle esperienze umane più delicate e, al tempo stesso, strumento di consapevolezza e condivisione.

La componente musicale ha rappresentato, come ormai tradizione per il Festival Le Parole di Lavinia, uno dei pilastri dell’elevata qualità dell’evento, grazie alla presenza di solisti ed ensemble di caratura internazionale. Nella mattinata un raffinato trio, nel quale l’arpa sognante del M° Ornella Bartolozzi si è intrecciata con il flauto espressivo e virtuoso del M° Mauro Conti e con la voce limpida, ricca di sfumature, del soprano M° Maria Tomassi, ha incantato la platea. Nel pomeriggio, il grande concerto conclusivo ha affidato il suggello musicale della manifestazione a un solenne ensemble da camera guidato al pianoforte dal M° Denis Volpi. Al suo fianco si sono esibiti i Maestri Elvin Dhimitri, Roberta Mammucari, Ilia Kanani e Valentino Maria Ferraro, componenti del prestigioso Quartetto d’Archi, insieme alla voce del soprano M° Maria Tomassi. L’armonia fra strumenti e voci ha entusiasmato i numerosissimi presenti, regalando momenti di altissima arte e intensa commozione.

Un’importante nota di merito e di apprezzamento devono essere rivolti ai partner e ai sostenitori che hanno contribuito alla riuscita del ricevimento istituzionale, ospitato nell’esclusiva Sala Laudato Si’ in Campidoglio. La loro generosità, la sensibilità dimostrata e la costante ricerca dell’eccellenza hanno reso l’accoglienza degli ospiti internazionali, delle autorità e di tutti i partecipanti un momento di grande eleganza e autentica condivisione. Il Centro Studi Femininum Ingenium esprime dunque la propria più viva gratitudine all’Azienda Agricola Raffaele Ursitti e a Maria Rosaria Ursitti, per la valorizzazione delle genuine eccellenze enogastronomiche del territorio pontino e per il costante e appassionato sostegno alla missione culturale del Centro Studi, espresso anche nel buffet offerto per la pausa caffè del giorno precedente presso Palazzo Valentini; a 180Gradi Steakhouse e a Flavio Francioni, presenti all’iniziativa del 3 ottobre, per la straordinaria qualità culinaria, la professionalità e la passione con cui è stato offerto un servizio di ristorazione di altissimo livello; infine, al Centro Ottico Centola e a Francesca Centola, per la continua vicinanza alle iniziative sociali e culturali e per il prezioso supporto assicurato alle attività promozionali ed educative rivolte ai giovani. Il contributo di ciascuno ha rappresentato non soltanto un sostegno concreto, ma anche una testimonianza di fiducia nel valore culturale e umano del Festival.

A coronamento della giornata, la Sala della Protomoteca ha accolto la solenne Cerimonia di Premiazione del Concorso Letterario. La bellezza istituzionale di questo luogo, con la sua atmosfera austera e prestigiosa, ha conferito al momento un’intensità particolare, trasformando la consegna dei riconoscimenti in un’autentica celebrazione della parola, della cultura e del talento femminile. La Giuria ufficiale – composta da Luca Bugada, Angelo Gambella, Roberta Iannone, Ilaria Iannuzzi, Umberto Maiorca, Eugenia Massari e Ilaria Rizzinelli – ha attribuito tutti i primi premi delle diverse sezioni. Nei volti delle premiate, nelle parole di ringraziamento e nell’emozione con cui hanno accolto i riconoscimenti si è riflesso il significato più profondo del Festival: dare voce, visibilità e valore a esperienze, sensibilità e percorsi creativi capaci di lasciare un segno.

Graduatoria delle premiate

La cerimonia si è quindi avviata alla conclusione tra i saluti delle Autorità, gli applausi e un’affollata sessione di interviste, durante la quale autrici, lettori e partecipanti hanno potuto condividere impressioni ed emozioni vissute nel corso della giornata. A rendere ancora più significativo il congedo è stata l’acquisizione ufficiale di tutte le opere partecipanti nel catalogo della Biblioteca «Cristina da Pizzano»: un gesto che prolunga nel tempo il valore dell’iniziativa e consegna alle future generazioni di ricercatori un patrimonio permanente di studi, storie e voci. Nella maestosa cornice della Sala della Protomoteca, la conclusione del Festival ha assunto così il senso di una promessa: custodire la memoria e continuare a far risuonare le parole oltre il presente.