{"id":513,"date":"2020-05-24T06:41:45","date_gmt":"2020-05-24T06:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/?p=513"},"modified":"2020-06-14T08:52:02","modified_gmt":"2020-06-14T08:52:02","slug":"513","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/?p=513","title":{"rendered":"Femininum Ingenium. Collana di Studi sul genio femminile. V Volume."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.femininumingenium.it\/csfi\/collana\/FIvolume5.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fir5.jpg\" alt=\"Femininum Ingenium.\nCollana di Studi sul genio femminile, Volume V.\" class=\"wp-image-495\" width=\"280\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fir5.jpg 560w, https:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/fir5-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a><figcaption><em>Femininum Ingenium.<br>Collana di Studi sul genio femminile, <\/em><br><em>Volume V.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Nel V volume della nuova Collana viene riproposto il saggio di Roberta Fidanzia, <em>Dora d&#8217;Istria. O privire feminina asupra secolului al XIX-Lea. Risorgiment, pedagogie, politica si conditie feminina<\/em>, Drengo, Roma 2017, traduzione in lingua romena, a cura della Prof.ssa Viorica B\u0102LTEANU, del volume <em>Dora d&#8217;Istria. Uno sguardo femminile sull&#8217;Ottocento. Risorgimento, pedagogia politica, condizione femminile<\/em>, Aracne, Roma 2013. <\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Il volume \u00e8 stato presentato in numerose citt\u00e0 italiane presso le associazioni italo-romene e gli istituti di cultura romena in Italia e la Societ\u00e0 Dante Alighieri di Firenze, in Romania presso l&#8217;Unione degli Scrittori e la sede della Societ\u00e0 Dante Alighieri di Timisoara,  in Albania e a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Ha vinto il premio letterario nazionale L&#8217;Iguana &#8211; Anna Maria Ortese con l&#8217;Istituto di Studi Filosofici di Napoli e il premio letterario Il Timone.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prefazione di<\/strong> <strong>Viorica B\u0102LTEANU<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Strutturato in\nsei capitoli preceduti da una introduzione e finalizzati con un allegato dal\ntitolo significativo: <em>Una storia politica\ndi famiglia, <\/em>il libro <em>Dora d\u2019Istria.\nUno sguardo femminile sull\u2019Ottocento<\/em> porta nel primo piano dell\u2019attenzione,\nalla stessa stregua, una luminosa personalit\u00e0 poliedrica del Secolo romantico e\nun\u2019autrice a noi contemporanea, Roberta Fidanzia. <\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">La prefazione dell\u2019edizione\n<em>princeps <\/em>italiana \u00e8 stata conservata\nquale utile postfazione, essendo troppo bene scritto il testo essenziale e\npertinente uscito dalla penna di Teresa Serra. <\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Il volume\ncontinua l\u2019interesse vivido suscitato in Roberta Fidanzia dalla stupefacente principessa\nromena Elena Ghica, divenuta per matrimonio Koltzova-Massalskaia, ma importante\nper la cultura universale mediante lo pseudonimo Dora d\u2019Istria. In concreto, il\npresente studio \u00e8 stato annunciato da uno di minore ampiezza intitolato <em>La principessa Dora d\u2019Istria: una pedagogia\npolitica per il Risorgimento italiano<\/em>, sul periodico online <em>Storiadelmondo<\/em> (N. 69, ottobre-dicembre\n2012), e continuer\u00e0 con un altro libro che, attualmente, \u00e8 in fase di stesura.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Tale fatto non\ndeve meravigliare. Assai celebre, in vita, Dora d\u2019Istria \u00e8 entrata in penombra\na cominciare dal 1889, tornando, nei decenni recenti, all\u2019attenzione di ricercatori\nimportanti, molti essendo italiani, alcuni romeni, fra i quali spicca Liviu\nBorda\u0219. Cosa spiegabile. Dora d\u2019Istria ha adorato la patria dove il Padre dei\nCieli aveva deciso che ella venga al mondo, anche se ha sofferto a causa della\ncarente comprensione da parte dei compatrioti, cos\u00ec come ha adorato la patria\ndove visse la maturit\u00e0 e dove scelse di attendere l\u2019ora della dipartita nell\u2019eternit\u00e0,\nmomento che la colse nella capitale mondiale delle arti: Firenze, patria di\nDante, sommamente ammirato dalla illustre intellettuale. Possiamo trovargliene\nuna colpa, quando l\u2019Italia significa la met\u00e0 della nostra medesima identit\u00e0, da\nAquileia partendo le legioni romane dirette alla Dacia boschiva, per far\nnascere, per volont\u00e0 del Creatore, un popolo nuovo, una lingua romanza nuova \u2015 popolo\ndoppiamente europeo come lo sono anche gl\u2019italiani \u2015 su una terra anticamente\nchiamata Dacia Felix e, di seguito fino ai giorni nostri, Romania dell\u2019unico\npopolo avente l\u2019anima lacerata dal <em>dor<\/em>,\ncon i suoni dell\u2019Urbe Eterna subito percepibili nell\u2019etnonimo e nel nome geografico\naventi una musicalit\u00e0 solenne come i millenni di gloriosa storia?<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Ho preferito,\nper la copertina principale, il ritratto fatto da Felice Schiavoni alla\nfanciulla di soli 20 anni, quando costei fruiva delle lezioni di pittura\nimpartitele nella Citta Lagunare, mentre il fratello minore di lui, il\nritrattista Giovanni Schiavoni, aveva insegnato nel Dolce borgo di Iassi,\npresso l\u2019Accademia Mihaileana. Giammai la gratitudine \u00e8 soltanto un dettaglio\nsuperfluo, come Giambattista Vico ci ricorda con la teoria dei <em>corsi e ricorsi<\/em>, rielaborata\nfruttuosamente da Mircea Eliade col suo mito dell\u2019eterno ritorno e analizzata&nbsp; dal punto di vista filologico da Eugen\nCoseriu.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Non \u00e8 stato\nfacile trasporre in lingua romena il libro, nel quale il linguaggio odierno di\nRoberta Fidanzia e di altri commentatori recenti s\u2019incrocia con lo stile di\nDora d\u2019Istria e di altri eruditi intellettuali o creatori di storia dell\u2019Ottocento,\nil nome di Giuseppe Garibaldi affluendo in mente in modo spontaneo fra quelli\ndi quest\u2019ultimi appena ricordati.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Ho tradotto,\ncerto, dalla lingua italiana, ma pure dal francese, in quanto Roberta Fidanzia\nha inserito apposta nella lingua originale alcuni frammenti di lettere\nindirizzate da Angelo de Gubernatis alla principessa danubiana, che ha steso\ntutta la propria corrispondenza nella lingua di Racine, cos\u00ec come ha scritto\nquasi tutti i suoi lavori in francese e italiano, pochissimi in altre lingue. &nbsp;Precisiamo che l\u2019intento della principessa \u00e8\nstato uno altamente encomiabile: ha desiderato che il publico di tutto il mondo\npossa recepire con meno ostacoli il frutto del suo pensiero, del suo sentire. &nbsp;Non si \u00e8 sbagliata. Il nome suo raggiunse un&nbsp; fulgore formidabile, in epoca,&nbsp; attirando verso la Romania, verso le civilt\u00e0\nneolatine e verso la stirpe romena un interesse eccezionale\u00b9, che si verific\u00f2\npoche volte nel lasso di tempo susseguito alla sua dipartita.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Di pi\u00f9. Alla\ndotta scrittrice bucarestina era ben noto l\u2019amaro detto \u201cNessuno \u00e8 profeta nella\npropria patria\u201c. Come si pu\u00f2 vedere, anche nelle pagine che seguono, nemmeno\nadesso \u00e8 stata tradotta e pubblicata in Romania l\u2019<em>Opera omnia<\/em> lasciata alla posterit\u00e0 dalla figlia pi\u00f9 grande del\ncolto gran boiaro Mihail Ghica e della sua bellissima moglie Catinca. Invece, saggi,\nstudi della scrittrice sono stati tradotti in altri idiomi, lasciando perfino\nposto a fabulazioni concernenti l\u2019identit\u00e0 della medesima. Roberta Fidanzia non\naffronta lo spinoso problema che interessa gli antenati del casato dei Ghica,\nma prende in considerazione ci\u00f2 che dichiara la principessa, sostenendo che la\nsua stirpe discendesse da un albanese chiamato Gheorghe Ghica, giunto nel Fanar\ne, poi, assurto al trono della Moldavia e poi della Valacchia, figlio di un\nGrigore Ghica.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Per\u00f2, quelli non\nsuonano per niente quali nomi albanesi, come non \u00e8 di sorgente illirica tutta l\u2019onomastica\npreferita dai Ghica, in quattro secoli. Comunque la prova pi\u00f9 eclatante della\nlatinit\u00e0 dei suoi \u00e8 lo pseudonimo stesso scelto da Elena Ghica, nome d\u2019arte con\nlimpidi connotati che concernono la Rom\u00e0nia, che annovera, adesso, ben 15\nentit\u00e0 statali europee. Degli istroromeni, aveva pubblicato, gi\u00e0 nel 1847,\nGheorghe Asachi sulla rivista <em>Albina\nrom\u00e2neasc\u0103<\/em>. Appassionato di storia, il padre della futura illustre\nscrittrice teneva in casa, certamente, anche quel numero. Nella penisola d\u2019Istria,\nvivevano italiani e istroromeni, da secoli (nei pressi, in Albania, Macedonia e\nGrecia, vivevano gli aromeni, i meglenoromeni, senza eccezione divorati dal <em>dor<\/em>), tutte realt\u00e0 che collegavano\ndirettamente le due patrie di Elena Ghica. Non solo. Sulla sponda romena del\nMar Nero, sta da ben due millenni e mezzo Histria (in romeno, Istria), antico\ninsediamento greco, poi, romano e, in fine, localit\u00e0 romena esistente tuttora.\nIndubbiamente, restano altrettanto attendibili le spiegazioni dello pseudonimo\ndate in questo volume da Roberta Fidanzia, in altri studi da altri ricercatori:\nil <em>dor<\/em> e il fiume Istro, antica\ndenominazione del Danubio. Che ricchezza di spunti, davvero degna della\nsapientissima letterata Elena Ghica!<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">\u00c8 chiaro, come hanno\ndimostrato lo storico Victor Papacostea e altri ricercatori solertissimi, con\nprove che scacciano qualsiasi sospetto, che il capostipite del casato dei Ghica\nfosse stato un aromeno di Albania. D\u2019altronde, il cognome \u00e8 frequente soprattutto\npresso aromeni e dacoromeni. Ho ripreso la tesi pure io nell\u2019articolo <em>Dora d\u2019Istria. Una<\/em> <em>pensatrice ricoprendo tre secoli<\/em>, che vide la luce della stampa\nsulla rivista timiscioregna <em>Anotimpuri\nliterare<\/em> (Trim. III, 2017), periodico diretto con talento e bravura dalla\nscrittrice Nina Ceranu.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Dove si \u00e8 reso\nnecessario, ho corretto (specificandolo nella nota del traduttore) le\ninnavertenze nei testi di Dora d\u2019Istria o di Roberta Fidanzia, come altri, pi\u00f9\nindustriosi di me, evidenzieranno gli errori della sottoscritta. \u00c8 naturale\ncos\u00ec, da che mondo \u00e8 mondo. <\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Come si evince \u2015\ne pensiamo che i lettori della presente versione possano forse&nbsp; apprezzare \u2015 le note a pi\u00e8 pagina redatte\ndalla sottoscritta vengono in aggiunta dell\u2019apparato scientifico dovuto a Roberta\nFidanzia e rintracciabile dopo il testo propriamente detto. Senza le note a lato,\nil libro sarebbe rimasto comprensibile per una cerchia ristretta di\nconoscitori, opzione che ho eliminato, ritenendola ingiusta e addirittura\nassurda, sulla soglia dei 19 secoli dalla nascita e dei 130 anni dall\u2019ingresso\nnell\u2019infinito di Dora d\u2019Istria, colei del tutto degna di non essere\ndimenticata.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Nata il 22\ngennaio 1828, molto credente (era ortodossa convinta), Elena Ghica \u00e8 stata un\u2019adamantina\nrappresentante dei soggetti superiori\u00b2 venuti al mondo sotto il segno\ndel\u2019Acquario. Idealista, generosa fino all\u2019inversosimile, dall\u2019intelligenza\nbrillante e intuito quasi privo di errore, con sete sconfinata di sapere e attratta\nirrepressibilmente dal mistero, amante della natura \u2015 la montagna\nrappresentando per lei un <em>axis mundi e\naxis vitae<\/em>\u00b3 \u2015 e degli esseri umani, delle piante, degli animali, molto empatica\nnei riguardi dei sofferenti\u2074, animata da infuocato attaccamento patriottico,\navente doppia meta: la terra natale e la patria che l\u2019aveva adottata con\nentusiasmo uguale a quello provato da lei medesima, Elena Ghica fu una\nsfegatata filolatina.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Ha nutrito una\nforte vocazione dell\u2019amicizia. Non ha potuto perdonare mai il tradimento,\nproprio in virt\u00f9 della lealt\u00e0 che gliene era congenere. \u00c8 stata una donna che\nsognava di avere un unico, immenso amore, di essere la donna di un solo uomo,\namato con tutto il cuore. Si \u00e8 sposata pochi giorni dopo aver raggiunto la\nmaggiore et\u00e0 (21 anni, all\u2019epoca), senza tener conto della contrariet\u00e0 dei\nsuoi, di tutti coloro che gliene volevano bene. Ha sbagliato, senza\nimputare&nbsp; nulla a nessuno, da persona\nintegerrima, con la mente ben rifornita: il duca Alexandr Koltzov-Massalski era\ndi antichissimo lignaggio reale, come lei d\u2019altronde. Egli discendeva dal\nprincipe scandinavo Rurik, biondo fondatore dello Stato Russo. La sua prestanza\nfisica non aveva corrispondenza in altri campi. Cos\u00ec, la giovanissima geniale,\ndalla robusta vocazione artistica \u2015 Elena scriveva magneticamente, dipingeva in\nmirabile modo, cantava con celestiale voce educata dai maestri del belcanto di Milano\n\u2015 purch\u00e8 innamorata fin sopra i capelli, cap\u00ec presto che le incongruenze erano\nfatali: privo di delicatezza e di cultura lui, che era stato destinato fin\ndall\u2019et\u00e0 di 15 anni alla carriera militare; una \u201cenciclopedia vivente\u201d la\nromena, come aveva decretato con felice esattezza Bartolomeo Cecchetti\u2075, che\nsapeva molto bene ci\u00f2 che affermava.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Allevata nella\ntradizione romena di ottima familista, Elena dalla chioma castana e dagli occhi\ncolor come il mare infinito non divorzier\u00e0, il destino liberandola da una\nrealt\u00e0 traumatica: il marito morendo poco dopo la partenza definitiva da\nPietroburgo di lei e del loro figlioletto. Con l\u2019assenso del marito e con un\npretesto plausibile.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Ma non si\nrisposer\u00e0, nonostante fosse di una belt\u00e0 non comune e possedendo ricchezze\ningenti. Con la cerebralit\u00e0 cristallina degli acquari (seppur ella&nbsp; fosse dispenditrice di lacrime, non di\nacqua), decise di ottenere la gloria, poich\u00e8 il bene sconfinato per il suo bimbo\ngli sar\u00e0 tolto dalla malasorte, il piccolino spegnendosi a Bruxelles, dove&nbsp; si erano stabiliti, dopo aver lasciato senza\nrimorsi la Russia del tirannico zar Nicola I e dopo che la duramente provata\nprincipessa valacca aveva tentato di esorcizzare le tribolazioni di un matrimonio\ninfelice, facendo alpinismo agonistico nel Paese dei Cantoni, confermando che\nnon aveva preso indarno lezioni di nuoto, tiro a segno, equitazione e scherma,\nnella sua felice adolescenza. <\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">E, dato che sono\nnient\u2019altro che una somma&nbsp; di slanci,\nanche contradittori, gli acquari raffinati hanno delle qualit\u00e0 squisite \u2015 i\nloro difetti derivando dall\u2019esacerbazione delle virt\u00f9 stesse \u2015 l\u2019ortodossa ferrea\nchieder\u00e0 che il suo corpo esanime sia cremato, cosa puntualmente compiuta, nel\nmese di brumaio 1888. Aveva vinto l\u2019amore per l\u2019incrocio di enigmi chiamato\nIndia, dove assai aveva bramato andare, ma, altra bizzarria dettata dalle\nstelle, aveva declinato l\u2019invito insistente del conte Angelo de Gubernatis\u2076,\ninvocando un prestesto per certi versi infantile, per\u00f2 straripante di finezza d\u2019animo.\nIn realt\u00e0, non poteva sottrarsi al dovere: alcune riviste internazionali e case\neditrici attendevano con spiegabile impazienza i suoi manoscritti. Ma in tale\nscelta s\u2019indovinano pure la Grecia del nonno materno e l\u2019antica italica terra\ndi origine.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">Affascinante\nessere umano, concludiamo con&nbsp;\npersuasione!<\/p><\/p>\n\n\n\n<p>_________________<\/p>\n\n\n\n<p align=\"justify\">1.&nbsp; Tra i meriti di Dora d\u2019Istria bisogna\nincludere anche la divulgazione, nell\u2019Occidente, di qualche intellettuale\nromeno di spicco del Secolo romantico. Da tener conto: Ion Heliade-R\u0103dulescu (innamoratissimo\ndella lingua italiana) e George Cre\u021beanu (francofono e stimatore della cultura\nitaliana) erano valacchi, mentre Gheorghe \u0218incai era transilvano, con studi\naffinati a Roma. La principessa aveva esortato Angelo de Gubernatis di andare a\nconoscere i romeni, l\u2019opera di Mihai Eminescu.<\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">2.\nCiascun segno zodiacale ha soggetti superiori e inferiori. I primi vivono in\nconsonanza coll\u2019ethos cristiano, prendendo prevalentemente le qualit\u00e0 del\nsegno. Di recente, scoperte degli astrofisici dimostrano che abbiamo nel gene\npolvere stellare, per volont\u00e0 del Creatore.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p>3.\n<em>Asso del mondo e asso della vita<\/em>\n(lat.).<\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">4.\nForse il pi\u00f9 suadente fu il contenuto del testamento di 150 pagine, per cui l\u2019illustre\nletterata lasci\u00f2 in dono i possedimenti suoi in Patria al Comune bucarestino,\nper finanziare l\u2019ospedale Pantelimon, fondato dalla famiglia Ghica; mentre le\npropriet\u00e0 in Italia furono lasciate al Comune fiorentino, per finanziare\nl\u2019Istituto per Sordomuti. Le opere d\u2019arte e i libri rari li ha donato alla\nPinacoteca municipale e alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Poche cose ai\nfamiliari e alla fedele servit\u00f9.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">5.&nbsp; Bartolomeo Cecchetti (1835-1889) \u00e8 stato un\nimportante storico e archivista veneziano. Filoromeno.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p align=\"justify\">6. L\u2019importante orientalista e scrittore Angelo de Gubernatis e sua moglie furono ottimi amici di Dora d\u2019Istria. Notizie sostanziose sul grande filoromeno piemontese e sulla circostanza qui ricordata ho inserito nel volume.<strong> <\/strong><\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel V volume della nuova Collana viene riproposto il saggio di Roberta Fidanzia, Dora d&#8217;Istria. O privire feminina asupra secolului al XIX-Lea. Risorgiment, pedagogie, politica si conditie feminina, Drengo, Roma 2017, traduzione in lingua romena, a cura della Prof.ssa Viorica B\u0102LTEANU, del volume Dora d&#8217;Istria. Uno sguardo femminile sull&#8217;Ottocento. Risorgimento, pedagogia politica, condizione femminile, Aracne,<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/femininumingenium.it\/csfi\/?p=513\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">&#8220;Femininum Ingenium. Collana di Studi sul genio femminile. 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